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News - 14/01/2020- Ulteriori modifiche all'uso del contante

 

le novità apportate agli artt. 49 e 63 del dlgs 231/07 dal nuovo comma 3-bis, inserito dall’art. 18,
comma 1, lett. a) e b) del dl 26/10/19, n. 124 (decreto fiscale collegato), convertito in legge
19 dicembre 2019, n. 157 ha apportato ulteriori modifiche all'uso del contante. Dal 1/1/2020 passa da 2.999,99 a 1.999,99 e dal 1/7/2022 da 1.999,99 a 999,99

Decorrenza Limite al contante  
Dal 1° gennaio 2002 Euro 10.329,14  
Dal 26 dicembre 2002 Euro 12.500  
Dal 30 aprile 2008 Euro 4.999,99  
Dal 25 giugno 2008 Euro 12.499,99  
Dal 31 maggio 2010 Euro 4.999,99  
Dal 13 agosto 2011 Euro 2.499,99  
Dal 6 dicembre 2011 Euro 999,99  
Dal 1° gennaio 2016 Euro 2.999,99  
Dal 1° luglio 2020 Euro 1.999,99  
Dal 1° gennaio 2022 Euro 999,99  

Dal 10 giugno 2020 vigerà il divieto di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi, ossia le carte prepagate anonime, che potranno continuare a essere usate, ma l’importo utilizzabile e memorizzabile scende a 150 euro (e non più 250 euro). Qualora poi l’importo memorizzato sia maggiore di 50 euro, il titolare non può chiedere il rimborso. È quanto deriva dall’art. 50 del dlgs 231/07 a seguito dell’art. 3 del dlgs 125/19, in linea con le richieste dell’art.12 della direttiva n. 2015/849, con cui di pari passo al divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima il legislatore aggiunge anche i prodotti di moneta elettronica anonimi.

Cosa succede se si supera il limite:

Cosa cambia nel sistema sanzionatorio. La violazione dell’art. 49, relativa alla limitazione dell’uso del contante comporta, attualmente una sanzione minima di 3 mila e una massima di 50 mila euro (art. 63, co. 1).

In pratica, le operazioni realizzate in unica soluzione, in contanti ultrasoglia, fra soggetti diversi (persone fi siche o giuridiche) concretizzano le condizioni, sulla base delle quali le Ragionerie territoriali dello stato sono legittimate alla irrogazione di sanzioni, che riguardano sia chi ha effettuato il pagamento sia chi l’ha indebitamente ricevuto. Tali sanzioni, contestualmente all’abbassamento delle soglie, saranno diminuite nei loro minimi edittali. In sostanza, la legge 157/2019 prevede un nuovo comma (1- ter) all’art. 63 del dlgs 231/07, secondo il quale: «Per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1 (dell’art. 49 ndr), è fi ssato a 2 mila euro. Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dal 1° gennaio 2022, il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1 è fi ssato a mille euro». Tali disposizioni non valgono per chi omette di segnalare alla direzioni territoriali le irregolarità come per esempio i professionisti. In questi casi le soglie edittali di cui all’art. 63, comma 5 restano, infatti, fi ssate da 3 mila a 15 mila euro. Anche oblare diverrà più conveniente. Ai sensi dell’art. art. 65, comma 9, per tutte le violazioni di cui all’art. 49, commi 1, 2, 5, 6 e 7 e dell’art. 51, è ammesso l’utilizzo dell’istituto premiale dell’oblazione, ossia delle previsioni di cui all’art. 16 del dlgs 689/81, sia per i soggetti che commettono l’infrazione nel trasferimento di contanti e titoli al portatore, sia per chi, essendo a ciò tenuto, omette di comunicare tale irregolarità. L’istituto diverrà più conveniente per le irregolarità in tema di contanti nel momento in cui i minimi edittali risulteranno pari a 2 mila e mille euro. In questi casi, infatti, il costo dell’oblazione passerà rispettivamente a 4 mila e 2 mila euro. Tale benefi cio non sarà, invece utilizzabile per chi ha omesso la comunicazione di irregolarità, che, sulla base delle attuali e future disposizioni continuerà a pagare al minimo 5 mila euro, pari a 1/3 del minimo.