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Il Ricorso per Cassazione contro il concessionario della Riscossione (ex Equitalia) va notificato all’Avvocatura generale dello Stato, notificarlo al vecchio difensore è inammissibile non sussistendo ultrattività del mandato e va riassunto.

 

Ultimo aggiornamento 25/01/2020
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Dopo l’estinzione di Equitalia le notifiche all’Agenzia delle entrate e riscossione devono essere effettuate all’Avvocatura generale dello Stato  a Roma.
La Cassazione a  Sezioni unite civili  con l’ordinanza n. 2087 del 29 gennaio 2020, hanno ordinato la rinnovazione della notifica del ricorso di legittimità fatta a Equitalia. Nel caso in esame un contribuente che si era opposto al pignoramento presso terzi per un debito tributario, aveva presentato ricorso contro Equitalia perdendo i primi due gradi del giudizio e notiifcato ad equitalia il ricorso per Cassazione.
Nel frattempo Equitalia è stato sostituita dall’agenzia entrate Riscossioni e la controparte ne aveva eccepito l’inammissibilità.
Le  Sezioni unite civili hanno sanato la notifica ordinando d’ufficio la rinnovazione presso l’Avvocatura dello Stato a Roma.
La Cassazione ha  affermato il principio secondo cui in tema di giudizio di legittimità, l’ultrattività del mandato in origine conferito al difensore dell’agente della riscossione, nominato e costituito nel grado di giudizio concluso con la sentenza oggetto di ricorso per cassazione, non opera, ai fini della ritualità della notifica del ricorso, poiché la cessazione di equitalia  e l’automatico subentro dell’agenzia Entrate Riscossioni sono disposti da una norma di legge, quale il D.L. n. 193/2016,  pertanto, la notifica del ricorso eseguita al suo successore ex lege, cioè all’Agenzia delle entrate Riscossione, nei confronti di detto originario difensore è invalida, ma tale invalidità integra una mera nullità, suscettibile di sanatoria vuoi per spontanea costituzione dell’Agenzia stessa, vuoi a seguito della rinnovazione dell’atto introduttivo dell’impugnazione, da ordinarsi,
in caso di carenza di attività difensiva dell’intimata, ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ, presso la competente Avvocatura Generale dello Stato  in Roma.

 

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