Scelta del regime fiscale contabile adatto alla propria attività
La scelta del regime fiscale per la contabilità rappresenta uno dei passaggi più importanti nella fase di avvio o riorganizzazione di un’attività professionale o imprenditoriale. Non si tratta di una decisione standard, ma di una valutazione che deve essere effettuata con attenzione, considerando il volume d’affari previsto, la struttura dei costi, la tipologia di attività e la posizione personale del contribuente.
I principali regimi fiscali
In Italia, i regimi fiscali più diffusi per imprese e professionisti sono:
- Regime Forfettario
Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che rispettano determinati requisiti di accesso (limite di ricavi/compensi, assenza di partecipazioni rilevanti, ecc.).
Caratteristiche principali:
- Tassazione con imposta sostitutiva del 15% (che scende al 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti di start-up);
- Nessuna applicazione dell’IVA in fattura;
- Nessuna deduzione analitica dei costi (il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi);
- Semplificazioni contabili significative.
È certamente il regime più conveniente nei primi cinque anni di attività, grazie all’imposta sostitutiva al 5%, che consente una pressione fiscale particolarmente ridotta.
Tuttavia, il regime forfettario non è sempre la scelta migliore. Per alcune attività con costi elevati e Iva al 10%, come ad esempio bar, ristoranti, commercio al dettaglio di mobili e arredi, dove le spese per materie prime, personale, affitti e utenze incidono in modo rilevante, la mancata deduzione analitica dei costi può rendere il regime ordinario fiscalmente più vantaggioso, poi per chi ha l’iva al 10% come bar e ristoranti e acquisti al 22%, l’iva a credito può essere compensata e finalizzata ad alleggerire i flussi finanziari in uscita.
- Regime Semplificato
Il regime semplificato è destinato alle imprese individuali e alle società di persone che non superano determinati limiti di ricavi.
Caratteristiche principali:
- Tassazione IRPEF progressiva per scaglioni;
- Applicazione ordinaria dell’IVA;
- Possibilità di dedurre i costi effettivamente sostenuti;
- Obblighi contabili ridotti rispetto al regime ordinario.
Può risultare conveniente per attività con margini contenuti o con costi elevati rispetto ai ricavi.
- Regime Ordinario
È il regime “naturale” per le società di capitali e per le imprese che superano i limiti previsti per i regimi minori.
Caratteristiche principali:
- Tassazione ordinaria (IRPEF o IRES);
- Contabilità ordinaria;
- Deduzione analitica dei costi;
- Maggiore complessità gestionale ma anche maggiore flessibilità fiscale.
È spesso necessario per strutture aziendali più complesse o con volumi di fatturato rilevanti.
Non esiste il regime fiscalmente migliore in assoluto
È fondamentale sottolineare che non esiste in assoluto il miglior regime fiscale valido per tutti. Ogni attività presenta caratteristiche specifiche e ogni contribuente ha una propria situazione personale e familiare (altri redditi, detrazioni, carichi familiari, contributi previdenziali, ecc.) che incide in modo determinante sul carico fiscale complessivo.
La scelta corretta non può essere basata su valutazioni generiche o su esperienze altrui, ma deve derivare da un’analisi concreta e numerica.
L’importanza di fare i conti prima di scegliere
La valutazione del regime fiscale deve essere effettuata facendo materialmente i conti del risparmio fiscale, simulando:
- Reddito imponibile nei diversi regimi;
- Imposte dovute;
- Contributi previdenziali;
- Incidenza dei costi effettivi;
- Effetti sul reddito complessivo personale.
Solo attraverso un’analisi personalizzata è possibile individuare la soluzione più efficiente dal punto di vista fiscale e sostenibile nel medio-lungo periodo.
La scelta del regime fiscale è una decisione strategica che incide direttamente sulla redditività dell’attività.
Il regime forfettario rappresenta, in molti casi e soprattutto nei primi cinque anni grazie all’aliquota al 5%, un’opportunità estremamente vantaggiosa. Tuttavia, per attività con costi elevati o strutture più complesse, come bar e ristoranti, potrebbe non essere la soluzione più conveniente.
Affidarsi a un’analisi professionale consente di evitare errori e di adottare il regime realmente più adatto alla propria attività e alla propria posizione personale.
Napoli,li 23/02/2026
Dott. Luigi Marino


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