Il regime forfettario, come funziona, quando conviene, quali sono i limiti

Il regime forfettario, come funziona, quando conviene, quali sono i limiti

Riferimenti normativi: Art. 1, co. 54, lett. a), L. n. 190/2014, Art. 57 e 85 del Dpr 917/86 (per le imprese) e art.  54 del Dpr 917/86 per i  Professionisti

 

Il regime forfettario è un regime semplificato nella determinazione del reddito imponibile, non si posso scaricare i costi, ma si applica sui ricavi una percentuale imponibile e su questo importo si applica un imposta sostitutiva, del 5% per le nuove partite iva per la durata massima di 5 anni e del 15% per le altre partite iva.

Chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata (allegato n. 2 – pdf alla legge n. 145/2018).

Ad esempio un commercialista che accede al forfettario ed ha conseguito ricavi per euro 50.000 consultando l’allegato n. 2 – pdf alla legge n. 145/2018 rileva il suo coefficiente del 78%

Ricavi          50.000,00
Coeff. 78%
Imnponibile          39.000,00
Imposta 5%            1.950,00
Imposta 15%            5.850,00

 

Se è una nuova partita iva  (Start up) pagherà per il 5% per 5 anni nell’esempio 1.950,00

Se invece è una partita iva già iniziata da più di 5 anni pagherà per il 15% nell’esempio 5.850,00

La soglia per usufruire del regime forfettario è di €.85.000 (il precedente importo di 65.000 euro è stato così modificato dalla Legge di Bilancio 2023 Legge n. 197/2022).

Quindi se si supera tale soglia non si può usufruire del regime forfettario e in ogni caso se si supera tale limite durante l’anno, per l’anno successivo si passa ad ordinario.

Attenzione però a due limiti ulteriori.

Il primo:

Se si supera il limiti di €. 100.000 si passa in ordinario immediatamente nell’anno in cui si è superato il limite e non può l’anno successivo.

Per cui se si supera il limite da 85.000 fino a  100.000,00 si passa ad ordinario l’anno successivo all’anno in cui si è superato il limite.

Se invece si supera il limite di 100.000,00 si passa ad ordinario nell’anno in corso.

Il secondo:

Nel caso di esercizio dell’attività per periodi inferiori all’anno, i ricavi conseguitio i compensi percepiti vanno ragguagliati ad anno.

Esempio

Se si inizia l’attività il 01/06/2026 dal 01/01/2026 al 31/12/2026 sono 213 giorni, bisogna prendere il limite di 85000 dividerlo per 365 giorni, viene 232,88 euro al giorno moltiplicato 213 giorni viene 49.602,73 questo è limite da non superare dal 01/06/2026 al 31/12/2026

Il ragguaglio va fatto a giorni e non a mese.

Formula del calcolo:

 85.000,00 moltiplicato  i giorni di attività diviso 365

85.000×213/365= 49.602,00

 

Attenzione L’Agenzia delle Entrate, in applicazione rigorosa del principio di cassa, in caso di somme erroneamente incassate, nel richiamare l’art. 1, co. 54, lett. a), L. n. 190/2014, ha ritenuto che, in assenza di disposizioni normative in senso contrario, tali somme vanno computate anche se restituite l’anno successivo. Pertanto in caso di incasso erronei è necessario restituirli nell’anno.

I contributi sono l’unica tipologia di spesa ammessa in deducibilità per i forfettari, gli altri oneri non sono deducibili. I contributi previdenziali versati nell’anno saranno interamente deducibili dal reddito imponibile, prima di calcolare l’imposta sostitutiva dovuta.

Il reddito imponibile si calcola  moltiplicando il fatturato lordo per il coefficiente di redditività e sottraendo i contributi INPS o della cassa professionale.

Quanto conviene aderire al regime forfettario? Bisogna fare i calcoli, non è sempre conveniente, ad esempio per i bar e ristoranti che hanno l’Iva al 10%, avranno sempre il credito iva da compensare ed è quindi quasi sempre non conveniente, chi ha i dipendenti,  e comunque chi ha un coefficiente di guadagno inferiore alla differenza tra 100 e il coefficiente di redditività.

Istruzioni sul sito dell’agenzia

Napoli,li 02/03/2026

Avv. Giuseppe Marino

 

 

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